Musei & Mostre
Don’t miss the excellent art exhibitions coming up. You will always find something you like: traditional paintings, transformative sculptures, interactive art exhibits, and etc.
- Via Castello, 1 - 95036 Randazzo (CT)
Museo archeologico Paolo Vagliasindi
Ospitato nel “Castello svevo”, un torrione inserito nelle mura cittadine, raccoglie reperti del VI-IV secolo a.C., provenienti dalla collezione ottocentesca di Paolo Vagliasindi, rinvenuti per la maggior parte nella contrada Sant’Anastasia di Randazzo.
- 1000 5th Ave, New York, NY 10028
Museo Francesco Messina-Salvatore Incorpora
Il Museo Messina – Incorpora di Linguaglossa, Catania, ospita le opere dei due maggiori artisti della cittadina etnea: Francesco Messina e Salvatore Incorpora. Al piano terra dell’edificio è possibile ammirare litografie dello scultore Francesco Messina. Al piano superiore troviamo le sale dedicate a Salvatore Incorpora, dove si possono ammirare dipinti, sculture, presepi e disegni in un itinerario sequenziale dei suoi momenti artistici.
- Via Umberto I, 95036 Randazzo CT
Museo di Scienze Naturali
Istituito nel 1983 e inaugurato nel 1989, il Museo civico di scienze naturali espone la collezione ornitologica Priolo, iniziata nel 1939 da Angelo Priolo e realizzata nell’arco di trent’anni. Originariamente dedicata alla sola avifauna italiana, nel tempo la collezione si è allargata agli uccelli esotici ed è composta attualmente da circa 2000 pezzi. La collezione, particolarmente importante per lo studio dell’avifauna della Sicilia, annovera circa 400 specie diverse e comprende anche uccelli ormai estinti, come il francolino e la gallina prataiola.
- Largo San Giuliano, 95036 Randazzo CT
Museo dell'Opera dei Pupi
Il museo dell’opera dei pupi a Randazzo è stato realizzato nel 1984 quando il Comune acquistò ventidue Pupi siciliani realizzati nei primi anni del Novecento. Il museo, entrato a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO , vede in essere quel primo blocco di Pupi siciliani appartenenti al famoso puparo messinese Ninì Calabrese che possedeva una collezione di sessantasette elementi originali e altri quindici Pupi di grandi dimensioni acquistati successivamente dopo l’ottenimento di un altro contributo proveniente sempre dalla Regione Sicilia.